Il magnifico sound della Moto Guzzi Otto Cilindri

Tra le grandi case motociclistiche italiane dell'immediato secondo dopoguerra, un ruolo di rilievo lo assunse senza ombra di dubbio la Moto Guzzi, fondata a Genova nel 1921 e che inizialmente aveva come fabbrica proprio il garage di Carlo Guzzi a Mandello del Lario (in provincia di Lecco).

Lo scopo dei fondatori (oltre a Guzzi, anche Giorgio Parodi) era stato da subito quello di creare delle motociclette sportive e da competizione, tanto che già nel 1924 le prime Moto Guzzi si posizionavano sulle griglie di partenza delle gare, ottenendo uno straordinario successo al Campionato Europeo, piazzandosi sui primi due gradini del podio.

Il successo nelle competizioni andò di pari passo con quello nelle vendite, tanto che a metà degli anni '30 la Moto Guzzi era diventato il principale produttore di moto in Italia, e che le sue due ruote furono adottate anche dall'esercito italiano durante la seconda guerra mondiale.

Al termine del conflitto, Moto Guzzi tornò a dedicarsi alla produzione di mezzi stradali e da competizione, ottenendo subito la vittoria del primo campionato mondiale di motociclismo nel 1949, vinto da Bruno Ruffo in sella ad una Moto Guzzi 250.

Nel 1955 però, quasi in concomitanza con la morte di uno dei fondatori, Parodi, Moto Guzzi cominciò la produzione di quella che molto probabilmente è stata la più grande sfida meccanica e tecnologica nella storia del motociclismo: venne infatti progettata la Moto Guzzi Otto Cilindri, un V8 di dimensioni incredibilmente ridotte tanto da poter gareggiare nelle competizioni dedicate alla cilindrata 500.

La sfida fu incredibilmente ardua e difficile e i risultati forse non all'altezza di ciò che gli ingegneri erano riusciti dapprima a concepire, poi a realizzare e mettere su strada. La potenza della nuova moto era incredibile per l'epoca: inizialmente raggiungeva i 68 cavalli, portati a 72 con successive modifiche e migliorie, con una velocità massima di 275 km/h, spaventosa per l'epoca.

L'avventura della Moto Guzzi Otto Cilindri fu però breve: nel 1957 Moto Guzzi, Gilera e Mondial siglarono un patto di astensione decretando così la fine della loro avventura nelle competizioni, il tutto con il fine di ridurre i costi di ricerca e sviluppo che erano arrivati a cifre esorbitanti, decretando così l'inizio del declino della casa motociclistica lombarda, confermato poi dalla successiva crisi degli anni '60 che porteranno una serie di cambi di proprietà, ma non la fine della produzione delle straordinarie moto con l'aquila.

Nel video, uno dei rarissimi esemplari rimasti della Moto Guzzi Otto Cilindri viene ripreso mentre effettua qualche "sgasata" di riscaldamento e si può udire perfettamente il suono sincronizzato dei cilindri e provare un misto di emozione e nostalgia, per una moto straordinariamente evoluta realizzata in un'epoca così tecnologicamente arretrata.

Autore marcolestu
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